DAL CAMPO DI CALCIO AD AUSCHWITZ

Storia di un allenatore ebreo e della sua famiglia

Racconto teatrale con videoproiezioni Scritto e interpretato da Davide Giandrini

Il racconto è rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie, e ad un pubblico adulto. 
Durata 60 minuti circa.

TRAMA

Arpad Weisz è stato un buon giocatore di calcio e un grande allenatore. Nel 1938 “il miglior mister in circolazione” è conteso dalle squadre più titolate del campionato italiano. Il suo Bologna quell’anno è primo in classifica, ma Arpad, in quanto ebreo ungherese, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, deve lasciare insieme a tutta la famiglia il lavoro e l’Italia. Sparisce improvvisamente da un giorno all’altro con la moglie e i due figli prima a Parigi, e poi a Dordrecht, una cittadina dei Paesi Bassi dove riprende ad allenare la piccola squadra locale. Poco dopo viene però raggiunto e la sua famiglia divisa. La moglie e i figli vengono deportati ad Auschwitz dove troveranno la morte nelle camere a gas di Birkenau, mentre Arpad viene assegnato ad un campo di lavoro dell’Alta Slesia. Rimane in vita per altri quindici mesi, fino a trovare la morte, per freddo e per fame, ad Auschwitz.  

LA FORMA

La narrazione corre intima e poetica, accompagnata da alcune videoproiezioni e da musiche originali suonate al pianoforte. Il racconto, integrando al tema della deportazione la bellezza dello sport, appassiona un pubblico fatto di ragazzi e adulti.

DAVIDE GIANDRINI

Poeta e regista teatrale è tra i più riconosciuti interpreti di teatro canzone. Si forma diplomandosi alla Scuola di Piero Mazzarella e grazie al rapporto privilegiato con Giorgio Gaber. Ha partecipato a numerosi Festival Teatrali e trasmissioni televisive. Interessato sopra ad ogni cosa, alla poetica e alla spiritualità profonda, negli ultimi anni lavora sulla tematica del Padre. Dal 2001 replica una sessantina di spettacoli all’anno in giro per l’Italia.